Lo Spirito e la sposa dicono «Vieni»!

  • Posted on: 6 August 2010
  • By: mdmuffa
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Introduzione all'incontro

Il primo incontro è, come prevedibile, di tipo introduttivo: serve a dare un perché alla preparazione alla Cresima, specialmente per qualcuno che ha già superato "l'età giusta" (la prima media). Ciò è un vantaggio: permette di tenere un livello un pelo più alto durante gli incontri e di appoggiarsi ai dubbi che sorgono nei ragazzi.

A questo proposito, per il primo incontro abbiamo sfruttato i "biglietti" realizzati dai ragazzi di terza media durante un ritiro l'anno prima, in cui hanno espresso anonimamente i loro dubbi, le loro perplessità e il loro non capire - molto sinceramente - a che cosa serva Gesù (e tutto l'ambaradàn che vi ruota attorno) nella loro vita. I testi, salvati per i posteri, si trovano qui (e meritano una lettura, anche se per un catechista sono un po' deprimenti... o rivelatori)


Lo Spirito e la sposa dicono «Vieni!»

Scrittura e Tradizione

Perché "fare" la Cresima? Perché così lontana dal battesimo, quando in origine i due sacramenti venivano amministrati insieme, come si fa tuttora nelle Chiese ortodosse?

Noi sappiamo che la rivelazione di Dio - Dio che va in cerca dell'uomo - si compie attraverso due binari  paralleli e che si illuminano a vicenda: la Scrittura e la Tradizione.

Nella Scrittura, noi incontriamo la Parola di Dio che parla a noi ancora oggi. Gli scrittori sacri, ispirati dallo Spirito Santo, hanno scritto come Dio si è rivelato, con le parole e con i fatti. È una parola viva, perché è lo Spirito di Dio che parla e agisce.

Nella Tradizione, noi vediamo la vita della Chiesa, della comunità cristiana: è il vissuto dei cristiani che diventa esso stesso rivelazione, ci parla di Dio, ci mostra come egli è e quanto sia innamorato dell'uomo. Gesù, dando vita alla Chiesa, le ha dato anche una garanzia: «Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità» (Gv 16, 13). La Chiesa non è sola, nella storia; non siamo soli: lo Spirito Santo ci guida e consiglia.

Lo Spirito e gli Apostoli

Lo Spirito di Dio agisce nel mondo. È sceso sugli apostoli il giorno di Pentecoste (At 2,1 - 13), è stato invocato dagli apostoli stessi sui convertiti della Samaria (At 8, 15 - 17), che erano stati «soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù».

Abbiamo qui già una prima indicazione: questa prima forma di "cresima" è distinta dal Battesimo, di cui completa il dono. Con quello siamo figli di Dio, con questo riceviamo la pienezza dei doni e diventiamo pronti a testimoniarlo.

Chi è lo Spirito?

Tutta la storia della Rivelazione, tutta la Bibbia, è pervasa dalla presenza dello Spirito.

È lo Spirito creatore (Gen 1,1 - 2,4), quello che infonde il soffio di vita nell'uomo (Gen 2,7) (la parola ebraica per indicare lo Spirito, ruah, indica proprio il "respiro" e il "vento"), con cui Dio ha dunque un rapporto unico e privato.

È sempre lo spirito e chiamare i patriarchi, i giudici, i re e i profeti che illuminano la storia di Israele, è lui che diventa una promessa per ogni uomo (Ger 30, 1 - 11; 31, 31 - 34), è lui quello capace di cambiare radicalmente il cuore (Ez 36, 26 - 27) e rinnovare l'intera creazione (Sal 103). È un dono per tutti: anziani, giovani e bambini, schiavi o liberi (Gl 2, 23 - 3, 3). È ancora lo Spirito che si poserà sul Messia (Is 11, 1 - 4), è per opera sua che Gesù viene concepito nel grembo di Maria (Lc 1, 35), è lui che appare dopo il battesimo di Gesù (3, 22), è lui che accompagna l'intera vita di Gesù (Lc 4, 1 - 19) e dona la sua forza agli apostoli (Gv 20, 21 - 23).

L'unzione

Lo Spirito, come abbiamo visto, viene invocato dagli apostoli su coloro che credono per "confermarli", "irrobustirli" nel battesimo. Non a caso la cresima si chiama anche "confermazione" (dal latino confirmare: rendere saldo, dare stabilità).

Il termine cresima richiama invece il Crisma, l'olio con il quale i cresimandi vengono unti. A sua volta quest'unzione rimanda all'unzione rituale dei profeti, dei re e dei sacerdoti del popolo ebraico. Il crisma, consacrato dal Vescovo nella messa crismale del giovedì santo, è segno visibile dell'azione dello Spirito Santo; come l'olio allora, così ancora di più lo Spirito Santo consacra in Dio coloro che lo ricevono. Proprio come fu consacrato Gesù (At 10, 38).

Con l'olio, il Vescovo traccia una croce sulla fronte del cresimando.

È il sigillo, lo stesso termine (in greco, sfrag…j - sphragìs) che indica il marchio con cui si segnava la proprietà di cose e persone. Chi accoglie lo Spirito si dichiara "proprietà di Dio" e dallo Spirito riceverà i doni che l'aiuteranno nella sua vita.

Non siamo soli

«Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo» (Mt 28, 20b).

Lo Spirito di Dio agisce oggi, nei cristiani, in coloro che lo invocano.

Sette sono i doni dello Spirito che la Chiesa, nella Scrittura e nella Tradizione, ha individuato: indicano l'aiuto di Dio che non verrà mai meno.

Noi non siamo soli: la Chiesa, la comunità di coloro che credono in Gesù, è figura del progetto di Dio sull'uomo.  Un progetto di comunione, di unità, unità degli uomini con Dio e degli uomini tra loro. È questo che Gesù è venuto a rivelare, è questo che fonda la Chiesa.

I doni

I sette doni dello Spirito sono: sapienza, scienza, intelletto, consiglio, fortezza, pietà, timore di Dio. Ora inizieremo a parlare di loro. Ci parleranno di Dio e di come Dio è presente nella nostra vita, di cui ci permette di scoprire il significato vero, per non perdere il nostro tempo «volgendoci alle favole» (2Tm 4,4).


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